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Milano Italia, scriviamo un nuovo futuro

“Oltre 2200 persone hanno partecipato ai 16 tavoli di lavoro, presieduti da esponenti di governo, eletti nelle istituzioni, sindaci, assessori del Comune di Milano, stakeholders di diversi settori, nell’ambito dell’evento online “Milano-Italia, scriviamo un nuovo futuro” promosso dal PD Milano Metropolitana.

Mentre in più di 1000 hanno seguito la plenaria in diretta Facebook aperta dalla segretaria metropolitana Silvia Roggiani, a cui sono seguiti gli interventi del segretario regionale Vinicio Peluffo, del sindaco di Milano Giuseppe Sala e del vicesegretario del PD Andrea Orlando.

“Noi oggi costruiamo una discussione sul futuro a partire da due certezze - ha dichiarato in diretta la segretaria dem Silvia Roggiani - quella della fiducia nel Comune di Milano, nel governo e nell'Europa, e quella della totale sfiducia in Regione Lombardia, che ha fatto della retorica dell'eccellenza una retorica vuota e lontana dalla realtà sul territorio. Una realtà territoriale, fatta di tanti medici, infermieri e operatori socio-sanitari, che nulla ha a che vedere con la gestione fallimentare della sanità messa in campo da Gallera e Fontana. Una regione che ci ha raccontato bugie e che ora scarica la ripresa sui cittadini e sulle aziende, che dovranno arrangiarsi da soli. Io credo che potremo rialzarci perché credo in Milano metropolitana e nella grande capacità dei milanesi di rimboccarsi le maniche e di non arrendersi mai. La grande partecipazione di oggi dimostra, non solo che le istituzioni ci sono, ma soprattutto che le forze vitali ed economiche del nostro territorio non vogliono rinunciare a scrivere le pagine del futuro. Il governo ha stanziato finora risorse straordinarie, per non lasciare nessuno indietro e da solo, ma l'urgenza ha imposto uno sguardo immediato, ora serve uno sguardo più lungo. E' venuto il momento di una società nuova, con più diritti e maggiore equità sociale, e con uno Stato emancipatore che aiuti a cittadini a spiccare il volo. Partiamo da oggi: questo è il tempo del coraggio e del protagonismo di chi non si arrende al presente - ha concluso Roggiani.

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Test sierologoci: "Bene cambio di strategia ma ora Regione ammetta errori"

COMUNICATO STAMPA - "Stamattina apprendiamo dai giornali che Regione Lombardia sta lavorando ad una delibera che dà il via libera a numerosi laboratori privati (finora solo all'azienda Diasorin) di procedere con test sierologici e di aumentare il numero di tamponi anche a domicilio.

Insomma un cambio di strategia che noi, come opposizione, chiedevamo da tempo, anche se permangono scelte sbagliate, perché test e tamponi vanno garantiti soprattutto ai lavoratori e a chi è in quarantena, in tempi rapidi. Cosa che non accadrà vista la decisione, da parte di Regione Lombardia, di non fissare regole né un tetto massimo di costo alle strutture private incaricate di fare i test sierologici, tutto questo a svantaggio naturalmente dei cittadini più fragili.

Ieri sera la maggioranza in Consiglio regionale ha "assolto" l'assessore Giulio Gallera ma questo non basterà a cancellarei i "abbiamo fatto tutto bene" né il dramma di tanti familiari che hanno perso i loro cari, in qualche caso per colpa di qualche scelta scellerata, come la delibera dell'8 marzo sulle RSA.  Come si dice "meglio tardi che mai" ma è davvero inaccettabile e irrispettoso che i vertici della Lombardia continuino a compiacersi e ad affermare di non aver sbagliato nulla"

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L'appello dei Sindaci al presidente Fontana

A partire dal 21 aprile verranno effettuati i test sierologici in alcune province lombarde, ma non a Milano Metropolitana. Quasi 60 sindaci dell'area Metropolitana si rivolgono al governatore Fontana per chiedere una procedura chiara e organica.

In questa fase, purtroppo ancora molto critica, i test sierologici sono fondamentali per individuare gli anticorpi prodotti dal nostro sistema immunitario in risposta al virus. Si tratta di una strategia diagnostica complementare ai tamponi, ma che non li sostituisce. 

Di fronte alla decisione di Regione Lombardia di effettuare i primi test sierologici a partire dal 21 aprile in alcune province lombarde - ma non a Milano Metropolitana - e al fatto che molti Comuni si sono attivati in maniera autonoma e con test a pagamento, i sindaci lanciano l'allarme sul rischio di generare numeri non confrontabili e pertanto di scarsa utilità.
La preoccupazione è che, anche in questo caso come già avvenuto per i tamponi, l'intervento alla fine risulti poco efficace.

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100 Sindaci al Dg di ATS Milano Bergamaschi e all'assessore Gallera: "Potenziare le USCA"

Oltre 100 sindaci sindaci della Città Metropolitana firmano un appello rivolto al Direttore Generale di ATS Milano, Walter Bergamaschi, e all'assessore Giulio Gallera, in cui chiedono un potenziamento della rete di sorveglianza territoriale.

Oltre 100 sindaci della Città Metropolitana - tra cui il primo cittadino di Milano Giuseppe Sala - di diversi schieramenti, civici, di centrosinistra e di centrodestra (ad eccezione di quelli della Lega), firmano un appello rivolto al Direttore Generale di ATS Milano, Walter Bergamaschi, e all'assessore Giulio Gallera, in cui chiedono un potenziamento della rete di sorveglianza territoriale.

Al centro dell'attenzione ci sono le USCA  (Unità Speciali di Continuità Assistenziale), la cui istituzione è stata prevista dal decreto del Governo (n. 14 del 9 marzo 2020), per fornire una gestione domiciliare dei pazienti COVID (dimessi dalle strutture ospedaliere o mai ricoverati) o con sintomatologia simil-influenzale di cui non è nota l’eventuale positività. La normativa nazionale prevede che tali squadre, attive 7 giorni su 7, debbano operare in stretta sinergia con i Medici di Medicina Generale, nella misura di una ogni ogni 50.000 abitanti.

I sindaci, nella lettera, denunciano per tutta l'ATS di Milano (comprendente anche Lodi) l'attivazione di sole 8 USCA, a fronte delle 65 che, secondo i calcoli, avrebbero dovuto essere attivate.

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81 sindaci scrivono a Regione Lombardia: Ora sorveglianza attiva

81 sindaci della Città Metropolitana, civici, di centrosinistra e di centrodestra, ad eccezione di quelli della Lega, firmano un appello rivolto a Regione Lombardia, in cui chiedono un cambio di strategia contro il coronavirus, con l'attivazione della sorveglianza attiva.

Nella lettera i sindaci, da un confronto diretto con i medici di base, denunciano come l’epidemia sia più diffusa di quello che appare dai dati ufficiali. Il numero di contagiati, che comprende i molti cittadini a casa con sintomi riconducibili al COVID19 –  coloro che non ricorrono alle cure ospedaliere e né vengono sottoposti a tampone - è dunque molto più alto. Nell'appello viene citata anche la situazione delle persone sottoposte a quarantena, indicata come un aspetto del contagio largamente fuori controllo.

Sulla base di queste valutazioni e prendendo a modello esperienze provenienti dall'estero e quella della Regione Veneto, viene richiesto a Regione Lombardia di attivare la “sorveglianza attiva”, una strategia che prevede di fare i tamponi a tutte le persone con sintomi riconducibili al Covid19, soprattutto quelle a casa ammalate e, in base al risultato, di sottoporre conseguentemente al test i familiari e tutte le persone con le quali queste sono entrate in contatto.

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