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PD Milano Metropolitana

Scritte ultradestra: "Sfregio al quartiere e ai valori di Milano"

MILANO - "Le scritte che hanno sporcato i muri e le saracinesche di via Neera, alla periferia sud della città, sono un oltraggio a tutto il quartiere e ai suoi abitanti, che mai accetteranno di essere chiamati "fascisti", come ha voluto subito dimostrare Don Davide Brambilla, della parrocchia di Santa Maria Annunciata, cancellando le scritte. Cittadine e cittadini che, anzi, resisteranno sempre a simili minacce, a testa alta e alla luce del sole. Di fronte all'ennesimo atto, avvenuto (forse non casualmente) in una zona dove ha sede il circolo del partito di estrema destra e matrice neofascista di Forza Nuova, vogliamo ribadire il nostro impegno a voler combattere ogni forma di estremismo. Quello che è accaduto è espressione di un pericoloso clima di intolleranza che solletica un odioso passato, una minaccia per la civile e democratica convivenza fra le persone, e un oltraggio ai valori di una città Medaglia d'Oro alla Resistenza".

Così in una nota la segretaria metropolitana del PD Silvia Roggiani condanna le scritte che inneggiano al duce e al fascismo nel quartiere Stasera di Milano.

Errori, mezze verità e bugie. La Giunta lombarda ha fallito e deve andare a casa

IMMAGINA - editoriale di Silvia Roggiani, Segretaria Metropolitana del Partito Democratico di Milano

Contraddizioni, mezze verità, bugie. Davvero troppe e dal peso tutto politico.

La Lombardia in questi giorni è scossa da continui e imbarazzanti particolari che emergono nella cosiddetta vicenda “camici”, ovvero la fornitura (e il tentativo di trasformarla in donazione) di 75mila pezzi di abbigliamento sanitario da parte di Dama spa, azienda del cognato del Presidente Fontana, alla Regione. Particolari che gettano ombre su una faccenda fin troppo opaca dall’inizio, nella quale sta venendo a galla come il governatore della Lombardia, il leghista Attilio Fontana, abbia avuto un ruolo attivo.

Insomma, la nostra Regione è di nuovo al centro dei titoli di tutti i giornali. E purtroppo, non per l’abnegazione dei suoi medici, infermieri e di tutto il personale socio-sanitario che hanno combattuto – spesso a mani nude – una battaglia eroica.

Per mesi, a fare notizia sono stati i freddi numeri, per giorni e giorni in crescita, tragico carosello di vite spezzate. Troppe, nella regione che ha pagato in Italia il prezzo più alto di questa terribile emergenza. Un prezzo dovuto, senz’altro come abbiamo tante volte denunciato, all’incapacità e all’incompetenza di una giunta che – dopo tanti conclamati errori – non ha avuto il coraggio né il buon gusto di chiedere scusa. Al contrario, è andata avanti con un’arroganza senza pari a dichiarare ai giornali, alla radio, alla tv di non aver sbagliato nulla. E per giunta di dormire sonni tranquilli.

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Regione Lombardia: "Per Fontana unica strada possibile sono le dimissioni"

MILANO - "Contraddizioni, inesattezze e bugie. Davvero troppe e dal peso tutto politico. Ed è su questo piano che ci interessa stare, in ballo c'è la credibilità del Presidente di una Regione, messa in ginocchio da un'emergenza sanitaria senza eguali. Una regione gestita in maniera fallimentare, guidata da un gruppo politico che ora si trova a fare i conti con un groviglio di bugie e affari di famiglia davvero difficile da sbrogliare. Fontana ha mentito ai lombardi, prima dicendo di non essere al corrente della faccenda dei camici e poi difendendo l'operazione come una donazione.

Tutte informazioni fino ad oggi smentite. Ma ha mentito anche sul suo conto in Svizzera, dichiarando che non fosse operativo. Non ci sono più le condizioni per restare: il governatore ora ha tradito la fiducia dei suoi cittadini, dopo aver mal gestito la crisi. Per noi Fontana può solo scegliere le dimissioni: un atto di responsabilità e di rispetto nei confronti della Lombardia".

Così in una nota la segretaria metropolitana del PD Milano Silvia Roggiani.

Regione Lombardia: "Questa giunta ha fallito, Fontana abbia il buon gusto di dimettersi"

MILANO - "Quasi 17mila morti in Lombardia per Covid-19. Eppure, ad ascoltare Fontana oggi in Consiglio regionale, sembra che non sia accaduto nulla. Nessun pentimento, nessun dubbio. A detta del governatore questa regione ha affrontato "un lavoro che non era neppure di sua competenza". Proprio così, oggi Fontana ha detto che non era competenza di Regione Lombardia, per esempio, fornire DPI alle RSA e ai medici di base. D'altronde non ci si poteva aspettare qualcosa di diverso da chi, nel pieno dell'emergenza, ha dichiarato di dormire sonni tranquilli. Quelli che i lombardi non hanno potuto dormire.

Quello a cui abbiamo assistito oggi in Consiglio regionale è uno schiaffo ai morti e alle sofferenze della nostra regione. E alla verità. Una verità che continua ad essere occultata. Sulla vicenda dei camici indaga la procura e farà luce la magistratura, ma ciò che emerge oggi rispetto ad una faccenda intricata e opaca è che il presidente Fontana ha mentito, e questo è un fatto che non può essere ignorato. Da quanto è stato detto oggi in aula sembrerebbe che Dama spa abbia venduto i camici a Regione Lombardia a insaputa di Fontana, il quale poi - a insaputa di suo cognato e proprietario dell'azienda - ha tentato di rimborsarlo con un bonifico. Il tutto a insaputa della Regione che non registra la trasformazione da vendita a donazione. Ma perché il governatore a giugno dichiarava non di non essere a conoscenza dei fatti, quando il bonifico emesso è datato 19 maggio? Ancora una volta voglio ripetere che questa giunta ha fallito politicamente con una gestione non adeguata.

Una giunta incapace di chiedere scusa e di ammettere i suoi errori. Le opacità si sommano ad una incompetenza manifesta, che abbiamo denunciato tante volte in questi mesi. Fontana abbia il buon gusto di dimettersi, e non per le indagini ma perché ad oggi è venuto a mancare il rapporto di fiducia con i cittadini. I lombardi meritano di meglio e meritano di guardare all'autunno con maggiore serenità, e non una regione che brancola ancora nel buio".

Così in una nota la segretaria metropolitana del PD Milano, Silvia Roggiani, commenta l'intervento del Presidente Attilio Fontana in Consiglio regionale.

Elezioni amministrative trasparenti, PD: “Anticipiamo le liste elettorali alla prefettura e chiediamo a tutte le forze politiche di farlo”

MILANO - In vista delle prossime elezioni amministrative del 20 e 21 settembre, il PD Milano Metropolitana anticiperà al Prefetto Renato Saccone le liste, chiedendone una verifica, e invitando tutte le forze politiche in campo a fare altrettanto.

Ad annunciare la decisione sono la Segretaria metropolitana Silvia Roggiani, il senatore Franco Mirabelli, i responsabili, degli Enti Locali Paolo Razzano e del Dipartimento Legalità Federico Ferri, riuniti in una conferenza stampa (che è possibile rivedere qui), oggi alle 12, assieme ai candidati del centrosinistra dei nove Comuni che andranno al voto, Laura Bonfadini per Vittuone, Giovanni Cucchetti per Cuggiono, Luca Elia per Baranzate, Paolo Micheli per Segrate, Lorenzo Radice per Legnano, Alessandra Roman Tomat per Cologno Monzese, Francesco Vassallo per Bollate, Stefano Ventura per Corsico, Ornella Venturini per Barabiago.

Tra i nove comuni che andranno al voto a Milano Metropolitana – spiega il senatore Franco Mirabelli - ce ne sono alcuni sciolti anticipatamente per il coinvolgimento di amministratori in vicende giudiziarie. Penso a Legnano o città in cui la criminalità organizzata si è insediata, e nel passato ha tentato di condizionare anche le attività amministrative come Corsico, Baranzate e Bollate. Ecco perché come Partito Democratico della Città Metropolitana, riteniamo necessario ovunque, ma in particolare in questi Comuni, fare particolare attenzione alla composizione delle liste elettorali. L’obiettivo è quello di impedire che la ‘ndrangheta, o altre organizzazioni criminali, possano eleggere persone con cui hanno rapporti e quindi compiacenti ai loro interessi. La nostra – conclude il senatore – è un’azione concreta per ribadire l’impegno a presentare e sostenere candidati dai profili in linea con i valori di legalità, senza opacità che possano inquinare le pubbliche amministrazioni”.

“Per noi la lotta alle mafie e la difesa della legalità sono due priorità imprescindibili – dichiara la segretaria metropolitana Silvia Roggiani -. E impedire infiltrazioni nelle istituzioni è un dovere e una responsabilità che sentiamo nei confronti delle cittadine e dei cittadini. In quest’anno, infatti, non ci siamo risparmiati in Comuni come Legnano dove, al fianco del Comitato per la legalità, abbiamo smascherato una gestione del potere a dir poco opaca e un utilizzo sconsiderato delle istituzioni da parte di amministratori, in primis dell’ex cittadino Fratus, che hanno dimostrato di avere a cuore esclusivamente i propri interessi e di calpestare quelli dei cittadini che, invece, gli avevano dato fiducia. La pulizia delle liste - conclude la segretaria dem – deve essere un impegno di tutte le forze politiche, per questo invitiamo i nostri sfidanti a fare verifiche attente su chi le compone, attraverso il vaglio della Prefettura”.

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