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PD Milano Metropolitana

Brevetti: "Italia gioca sua carta migliore per vincere"

MILANO - "Quella di candidare Milano come sede del tribunale unificato dei brevetti è un'ottima notizia che arriva dal Governo. Un primo passo per cui, come Partito Democratico, abbiamo lavorato molto. Una grande opportunità per l'Italia, che gioca la sua carta migliore per vincere, e per una città che, da sola, registra il 21% di tutti i brevetti italiani, con la Lombardia prima regione italiana per richieste. Questa candidatura è un riconoscimento al volto internazionale di Milano che, soprattutto in questa fase, non vuole rinunciare ad essere capofila nella sfida europea per l'innovazione e la ricerca, né tanto meno a mettersi in gioco per vincere una sfida davvero importante per il nostro Paese".

Così la segretaria del PD Milano Metropolitana Silvia Roggiani commenta la notizia della candidatura di Milano come sede del Tribunale unificato europeo dei Brevetti.

Quel grande balzo in avanti della città

LA REPUBBLICA MILANO, L'INTERVENTO DI SILVIA ROGGIANI

"Negli ultimi dieci anni Milano ha vissuto un vero e proprio cambiamento epocale. Una trasformazione che è riuscita a coniugare la capacità di scalare classifiche internazionali, attrarre talenti, investimenti e grandi eventi con un volto e un cuore profondamente umano. Da capitale della moda e della finanza, ha saputo guadagnarsi spazi e traguardi nuovi diventando la Milano dei diritti e della solidarietà, dell’inclusività e dell’accoglienza. In questo decennio la nostra città è diventata grande perché ha sempre tenuto insieme, sviluppo, innovazione ed equità.

Poi è giunta la pandemia e, come scrive giustamente Piero Colaprico sulle pagine di questo giornale, oggi Milano non è più quella del Pre-Covid. Le conseguenze della pandemia si faranno sentire soprattutto tra le fasce più deboli della popolazione: secondo le stime la disoccupazione toccherà l'11% in tutta la Città metropolitana, col rischio di avere tra 60 e 70mila persone senza lavoro.

Tutto il mondo si sta preparando ad affrontare cambiamenti importanti, ma sappiamo che una fetta consistente del futuro si gioca nelle grandi città, dove vive più di due terzi della popolazione europea. Le città sono i luoghi per eccellenza in cui emergono i problemi, ma sono anche incubatori di idee e soluzioni nuove. Vere protagoniste dei cambiamenti economici, ecologici, culturali e della ricerca, le città giocano un ruolo chiave nel contrasto ai cambiamenti climatici, alla povertà e crisi del lavoro.

Questo cambiamento è la sfida che Milano si troverà ad affrontare nei prossimi mesi. Questo è il punto di vista che il Partito Democratico vuole mettere al centro della sua azione, molto prima della tattica politica e delle alleanze elettorali. Milano deve rimanere una città inclusiva, coraggiosa, aperta. È una sfida dura, ma la nostra città ce la farà nonostante chi rema contro, e aspetta di vederla fallire per issare la sua bandierina politica.

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Scritte ultradestra: "Sfregio al quartiere e ai valori di Milano"

MILANO - "Le scritte che hanno sporcato i muri e le saracinesche di via Neera, alla periferia sud della città, sono un oltraggio a tutto il quartiere e ai suoi abitanti, che mai accetteranno di essere chiamati "fascisti", come ha voluto subito dimostrare Don Davide Brambilla, della parrocchia di Santa Maria Annunciata, cancellando le scritte. Cittadine e cittadini che, anzi, resisteranno sempre a simili minacce, a testa alta e alla luce del sole. Di fronte all'ennesimo atto, avvenuto (forse non casualmente) in una zona dove ha sede il circolo del partito di estrema destra e matrice neofascista di Forza Nuova, vogliamo ribadire il nostro impegno a voler combattere ogni forma di estremismo. Quello che è accaduto è espressione di un pericoloso clima di intolleranza che solletica un odioso passato, una minaccia per la civile e democratica convivenza fra le persone, e un oltraggio ai valori di una città Medaglia d'Oro alla Resistenza".

Così in una nota la segretaria metropolitana del PD Silvia Roggiani condanna le scritte che inneggiano al duce e al fascismo nel quartiere Stasera di Milano.

Errori, mezze verità e bugie. La Giunta lombarda ha fallito e deve andare a casa

IMMAGINA - editoriale di Silvia Roggiani, Segretaria Metropolitana del Partito Democratico di Milano

Contraddizioni, mezze verità, bugie. Davvero troppe e dal peso tutto politico.

La Lombardia in questi giorni è scossa da continui e imbarazzanti particolari che emergono nella cosiddetta vicenda “camici”, ovvero la fornitura (e il tentativo di trasformarla in donazione) di 75mila pezzi di abbigliamento sanitario da parte di Dama spa, azienda del cognato del Presidente Fontana, alla Regione. Particolari che gettano ombre su una faccenda fin troppo opaca dall’inizio, nella quale sta venendo a galla come il governatore della Lombardia, il leghista Attilio Fontana, abbia avuto un ruolo attivo.

Insomma, la nostra Regione è di nuovo al centro dei titoli di tutti i giornali. E purtroppo, non per l’abnegazione dei suoi medici, infermieri e di tutto il personale socio-sanitario che hanno combattuto – spesso a mani nude – una battaglia eroica.

Per mesi, a fare notizia sono stati i freddi numeri, per giorni e giorni in crescita, tragico carosello di vite spezzate. Troppe, nella regione che ha pagato in Italia il prezzo più alto di questa terribile emergenza. Un prezzo dovuto, senz’altro come abbiamo tante volte denunciato, all’incapacità e all’incompetenza di una giunta che – dopo tanti conclamati errori – non ha avuto il coraggio né il buon gusto di chiedere scusa. Al contrario, è andata avanti con un’arroganza senza pari a dichiarare ai giornali, alla radio, alla tv di non aver sbagliato nulla. E per giunta di dormire sonni tranquilli.

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Regione Lombardia: "Per Fontana unica strada possibile sono le dimissioni"

MILANO - "Contraddizioni, inesattezze e bugie. Davvero troppe e dal peso tutto politico. Ed è su questo piano che ci interessa stare, in ballo c'è la credibilità del Presidente di una Regione, messa in ginocchio da un'emergenza sanitaria senza eguali. Una regione gestita in maniera fallimentare, guidata da un gruppo politico che ora si trova a fare i conti con un groviglio di bugie e affari di famiglia davvero difficile da sbrogliare. Fontana ha mentito ai lombardi, prima dicendo di non essere al corrente della faccenda dei camici e poi difendendo l'operazione come una donazione.

Tutte informazioni fino ad oggi smentite. Ma ha mentito anche sul suo conto in Svizzera, dichiarando che non fosse operativo. Non ci sono più le condizioni per restare: il governatore ora ha tradito la fiducia dei suoi cittadini, dopo aver mal gestito la crisi. Per noi Fontana può solo scegliere le dimissioni: un atto di responsabilità e di rispetto nei confronti della Lombardia".

Così in una nota la segretaria metropolitana del PD Milano Silvia Roggiani.

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